Mi occupo di psicologia ambientale, un ambito che esplora il legame profondo tra le persone e i luoghi che abitano. L’ambiente non è solo lo sfondo della nostra vita: gli spazi urbani, la loro organizzazione, la spazialità dei luoghi influenzano chi siamo, il nostro senso di identità e i nostri comportamenti quotidiani.
Ho scelto di intraprendere questo percorso perché credo che non si possa “chiudere fuori dalla stanza di terapia” il mondo in cui cresciamo e viviamo. Lavorando in contesti come il carcere ho potuto toccare con mano quanto l’ambiente possa contribuire a costruire identità, comportamenti ed emozioni. Allo stesso modo, nei percorsi individuali e di gruppo che seguo, considero sempre il rapporto tra la persona e il suo ambiente, perché credo che il benessere psicologico nasca anche dalla qualità dei luoghi che ci circondano.
Nel mio lavoro accompagno persone, gruppi e comunità a riconoscere l’impatto che gli spazi hanno sulla loro vita e a trovare modi per trasformarli o per abitarli con maggiore consapevolezza. Integrare la dimensione ambientale nella pratica psicologica significa, per me, aprire la strada a un benessere più completo, che tiene conto non solo della dimensione interiore, ma anche del contesto che ci plasma ogni giorno.
Progetto e facilito percorsi che aiutano a migliorare la relazione con l’ambiente, promuovendo pratiche sostenibili, inclusive e rispettose delle persone.
Mi occupo di:
- promuovere il benessere negli ambienti di lavoro, di studio, di socialità e gli spazi urbani;
- supportare processi partecipativi nella progettazione di spazi pubblici e comunitari;
- accompagnare percorsi di consapevolezza e cambiamento in relazione alla sostenibilità ambientale;
- favorire il dialogo tra persone, istituzioni e territorio.
Il mio obiettivo è costruire insieme luoghi più vivibili, comunità più consapevoli e un rapporto più armonico tra esseri umani e ambiente.
